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05/09/13

Ilford Delta 3200

Vi voglio raccontare di come ho usato la Delta 3200 in pieno giorno con risultati insperati.
Avevo già su il rullo, scelto per delle foto in interno con poca luce, e dovevo ancora fare degli scatti in interni poco illuminati, quindi mi accingo ad andare sul posto quando mi trovo davanti ad una strada letteralmente spazzata via dalle piogge di quei giorni. Il fiumiciattolo che si era creato aveva disegnato sulla terra sabbiosa delle sponde del Faule, una trama intrigante, simile a quella del vento sulle dune del deserto. 
Non avevo altro che la Mamiya dietro, ma non volevo perdere quel paesaggio inusuale, pezzi di asfalto scoperchiati dal fondo e trasportati lontano, separati come zattere in mezzo al mare, detriti e resti di una campagna in attesa di essere lavorata.
Decido ugualmente di scattare un paio di foto e inaspettatamente la iso 3200 crea un capolavoro di luci e ombre, un dinamismo di grigi che non speravo di ottenere, la grana tutto sommato fine e gli oggetti in ombra ovviamente ben resi.
Ecco quello che intendo:



13/06/12

Novità Cianografiche

Prima prova per il negativo digitale.

È molto tempo che questo blog non viene aggiornato, ma ora ci sono delle novità all'orizzonte.
Tra poco, avendo tutti i mezzi, sperimenteremo la cianotipia e condivideremo i nostri esperimenti.
Pubblicheremo anche una piccola recensione della mitica Contax T2.

A presto

21/01/12

Fotoritocco - 1975

 Copertina
Il manuale Come si fanno i trucchi fotografici, ed. Effe di W. Torquati e Cesco Ciapanna è un bel volumetto sulle possibilità di manipolazione dell'immagine prima dell'era PS. Racconta in breve ma chiaramente come si ottengono certe immagini, sia agendo sulla macchina fotografica che in camera oscura.
Leggendolo ho scoperto delle informazioni interessanti sull'uso della gelatina animale per le pellicole: " [pag.114 - La reticolazione] Si tratta di un fenomeno raro, ma che si manifestava una volta con una certa frequenza... La maggior parte delle pellicole moderne (Ndr 1975) ha perduto questa caratteristica.. nelle pellicole moderne la gelatina animale - che reticola con facilità - è sostituita da resine sintetiche".
Un sospiro di sollievo per amici veggie in crisi di coscienza e per me.
Il capitolo sulla solarizzazione è relativamente più esteso per la difficoltà del procedimento, ma conto che sia attendibile e preciso affinché possa adottare questa tecnica con il Solarol acquistato da Maco Direct.
L'altro incontro interessante riguarda alcuni fotomontaggi di John Heartfield; cercatelo su google, le immagini sono più immediate delle parole.

02/01/12

Exhibit contest a pagamento?!

È la prima volta che mi imbatto in questo tipo di proposta: un contest per vincere un'esposizione e altri premi con la richiesta di pagare gli entry, o, detto in italiano, le immagini che si inviano per la competizione.
Dapprima sono rimasta allibita, anche un po' punta nell'orgoglio, ho pensato che dovrebbero loro pagare me per le mie immagini. Poi però ho realizzato l'intento: se sborsi dei soldi per una postare una foto online è come se scommettessi su te stesso, non c'è più quella pletora di immagini orribili che affollano le competizioni free e soprattutto ti fa davvero pensare quali foto inserire, perché devi pagare e vuoi davvero che i tuoi soldi fruttino qualcosa. Ma poi la mia vena polemica mi ha fatto cambiare di nuovo idea, chi sono questi di Darkroom Gallery?
Io non conosco la reputazione di questa galleria del Vermont, ma credo che il pubblico che può avere un paesino di 9000 abitanti sia pari a zero, pubblico interessato e competente, disposto a pagare le tue foto per quello che valgono, meno di zero, se è possibile. [Qui il link a google maps.]
Vorrei proprio sapere da qualcuno che ha partecipato alle competizioni precedenti come si sia evoluto tutto questo meccanismo, se ha funzionato e se sono soddisfatti.
Sono disposta a cambiare idea dando credito al primo che mi prova il contrario, ma per ora boccio completamente questa gara.

08/11/11

Kodak Projection Print-scale

Questo di Kodak è un utile strumento per capire, senza tanto spreco di fogli, per quanti secondi esporre la carta fotografica.
L'utilizzo è abbastanza semplice: mettete il foglio con sopra l'acetato Kodak e esponete per 60 secondi all'apertura preferita. Inutile dire che dovete fare la prova sulla stessa carta che utilizzerete per la stampa finale, altrimenti la diversa sensibilità delle carte renderà vano questo strumento.
Questo è il risultato.
18 secondi, apertura 1/11 su Tetenal Work Semi-matte Grad. 2
Potete vedere che la stampa che ho effettuato è simile allo spicchio da 24 secondi, in base alla scala. In realtà ho esposto per 18 secondi, quindi posso qui dedurre che l'acetato della Kodak projection printscale non è precisissimo: è utile esporre alcuni secondi in meno. Tuttavia non ho una regola per determinare i secondi esatti da diminuire.
Posso ristampare la stessa foto a 16 secondi e mostarvi in seguito come viene.
Conoscendo questa evenienza, ugualmente promuovo la Kodak Print-scale.

21/09/11

Competition.

Segnalo qui una piccola ma entusiasmante competizione indetta da www.alternativephotography.com .
DEADLINE: 7 Ottobre 2011.
12 foto selezionate per il calendario 2012.
Sunto delle regole: la foto deve essere stampata con tecniche alternative, non con il digitale, la gelatina d'argento né il c-print. Rigorosamente landscape o quadrato,  altre piccole amenità sul formato, il dpi ... e le nudità, vietate, penso solo per motivi commerciali.
Buona fortuna.

PS: Anche la polaroid transfer e la polaroid lift sono considerate tecniche alternative!

10/09/11

Kodak Ektar100

Finalmente il rullo Kodak Ektar100 è stato sviluppato, e devo dire che è all'altezza delle mie aspettative. La grana è finissima anche se ho uno scanner così-così e uso Gimp, anziché PS. Questa pellicola facilita di molto il postprocessing,  tant'è che per una volta non sono completamente delusa dalle mie foto a colori per come risultano sullo schermo, perché stampate dal lab sono sempre giuste.





I colori alla scansione sono abbastanza naturali, tranne per alcune foto molto luminose che il mio scanner legge sempre ipersaturandole, non so perché. Con qualche aggiustatina tornano decenti.

Quindi consiglio fortemente di provare questa pellicola. La kodak nella fotografia a colori è ancora insuperabile, le fujifilm tendono spesso ad avere delle dominanti.

10/06/11

Il Fotografo

La professione del fotografo è spesso impegnativa e come in ogni altro lavoro ci sono persone che vogliono essere in prima linea. Didier Lefèvre con Emmanuel Guibert  documenta come Medici senza Frontiere arriva in certi posti, e parliamo dell'Afghanistan del nord durante la guerra tra muj' e russi, come si possa curare le persone con quasi niente, e quanto sia importante avere cura, più che curare.
Ringrazio la signora dello stand Coconino Press al Salone del libro che ci ha pemesso quasi regalandoci questa opera di scoprire quale meraviglia sia. È cosí unico da elevarsi al rango di libro perché non è solo un fumetto; infatti sono integrate fotografie e vignette, inoltre la narrazione è fluente e piacevole nonostante l'argomento trattato e, a dispetto di tanti libri sulla guerra, la retorica è all'osso: non ci sono buoni o cattivi, c'è l'umanità in tutte le sue manifestazioni.
Segnalo inoltre la promozione del solito sito con la "a" che sconta al 35% questo titolo, che qualsiasi appassionato di fotografia e fumetti dovrebbe sfoggiare nella sua biblioteca domestica.

08/06/11

Minkkinen e altre nudità.

Catalogo della mostra
Alcune settimane fa, Matteo ed io abbiamo fatto un giro per le terre del Barolo, puntando su Monforte d'Alba, alla fondazione Bottari Lattes, spinti un po' dal desiderio di vedere le nudità scattate da F. Fontana, un po' dal bel tempo, adatto ad una scampagnata fuori porta.
La fondazione si trova in cima ad una salita ripidissima, in una posizione sopraelevata rispetto alla cittadina, ha una grande terrazza con un terrificante, per me che ho paura dell'altezza, balcone in vetro sporgente sui tetti viciniori.
La mostra era bella a metà per Matteo, bella tutta, per me. Comunque concordiamo sulla bravura di Arno Rafael Minkkinen. Egli ci trasmette il suo equilibrio e la sua quiete, che rende visivamente con tutto il suo corpo. Il corpo è protagonista, su sfondi stupendi che però passano in secondo piano, come dovrebbe essere la scenografia per l'attore.
La disputa tra di noi riguarda le immagini di Fontana: bastano belle modelle, una piscina e una giornata di sole per ottenere le identiche immagini anche se non ci chiamiamo Franco Fontana? Io penso che le campiture di colore rendono quelle foto caratteristiche, estruse dalla seduzione del corpo femminile in oggetti colorati da porre accanto o dentro l'azzurro dell'acqua. Può essere un'opinione femminile, che nota le forme, ma non l'eccitazione che suscitano, ma secondo me è così, proprio perché si esclude, il più delle volte, il volto di queste donne, permettendo con quest'artificio la resa del corpo come carne e colore e non più come sensualità e provocazione.

25/05/11

Ritratto di gruppo con assenza.

Ho incontrato Luis Sepúlveda al Salone del Libro di Torino, è stato come incontrare un latino americano medio, semplice, pacato e stanco, dopo una lunga giornata di autografi. Mi è piaciuto lui, e mi ha meravigliato quante poche persone fossero lì ad ascoltarlo, davvero una gabbianella e quattro gatti considerando che è uno scrittore così talentuoso ed apprezzato. In compenso ci ha permesso di volare fino in Cile, in Argentina e in Brasile, narrando i retroscena dei suoi racconti, che, lui stesso chiarisce, nati da vicende reali e reportage giornalistici.
Dal suo ultimo libro pubblicato in Italia (il prossimo è in uscita a novembre 2011), un avvincente pezzo di vita intrecciato alla storia: Luis ci racconta di un reportage del Lateinamerika Nachrichten del maggio 1991¹, che parla di due foto, di un gruppo di bambini, puri e spensierati come lo sono tutti i bimbi, e della decisione di rincontrarli per scattare la stessa identica foto dopo 8 anni, per vedere il cambiamento nei loro volti, per capire se la dittatura, che ha colpito duramente il quartiere di La Victoria in cui hanno abitato, e il tempo abbiano trasformato quelle persone. L'assenza è dovuta al vuoto lasciato da due bimbi, ormai ragazzi, che sono stati uccisi dall'esercito di Pinochet.
Le vicende di questo reportage si intrecciano con il ritorno a casa dopo l'esilio: Luis racconta di come aveva immaginato questo giorno. Sarebbe prima andato in un bar a far colazione, poi al mercato, lì avrebbe comprato i frutti di mare più grossi e buoni del mondo², e infine sarebbe tornato a casa, e li avrebbe fatto cucinare da sua mamma. Aveva deciso che il termine del suo esilio sarebbe stato nel momento in cui al campanello avrebbe annunciato a sua madre di essere tornato, ma la realtà è stata più dolce e romantica; all'ennesimo tentativo si affacciò un vicino per avvisarlo che la luce non sarebbe tornata da lì a due ore e Luis dovette urlare: "MAMMAAAA!" come un adolescente, un inaspettato ritorno alla gioventù, come liberarsi di tanti anni da esule in un istante.


¹ Ho scritto al LA Nachrichten per indagare sul numero 203 e sulla veridicità del racconto, vi aggiornerò appena mi rispondono.
² Un ricordo accomuna tutti quelli che sono lontani da casa: il cibo. Stranamente, pur povero, il cibo di casa e, meglio ancora, dell'infanzia è nella mente il cibo più buono mai mangiato.

05/05/11

Neopan 400 @800

Aggiornando il tema delle Neopan 400 spinte a 800, vi posto delle foto esemplificatrici. Sviluppate con Xtol 1+1 12' a 19,5°C Metodo Ilford.
Monforte d'Alba dalla Fondazione Bottari-Lattes 
Monforte d'Alba dalla Fondazione Bottari-Lattes

Pier, Pol, Rena alla Gam - Underground Project

Matte, Antonio alla Gam - Underground Project

16/04/11

Di esoterici rivelatori monobagno, del dimenticato Rubinol e altre storie.

Copertina prima edizione
Come avrete già capito ho un debole per i vecchi manuali, in special modo se si tratta di fotografia e camera oscura. Cosi pochi giorni fa mi sono imbattuto nel Manuale pratico di camera oscura di Oscar F. Ghedina1 (già autore del mitico Fotoricettario da poco in ristampa) ed ho scoperto l'esistenza (mitica) di rivelatori monobagno e rivelatori desensibilizzanti. Vi riporto un estratto del manuale:

  Un tipo particolare ed unico di rivelatore per negativi è rappresentato dal RUBINOL (formula Ghedina) della Chimifoto Ornano, Milano.
   Esso è desensibilizzatore e quindi consente di sviluppare  i negativi sotto controllo visivo alla luce della lanterna di sicurezza per carta (si deve sviluppare al buio solo per la durata dei primi tre minuti). Esso è anche autoindurente  e perciò può essere usato con qualsiasi temperatura. Le variazioni di temperatura non hanno importanza perché la durata dello sviluppo non si calcola in minuti, ma si controlla a vista: in linea di massima la durata di sviluppo può essere da 4 a 15 minuti [...]. La energia di questo sviluppatore è tale da poter ricavare ottimi negativi anche in casi di sottoesposizioni forti (fino a 3 diaframmi). La grana è finissima ed è particolarmente ricca la modellatura dei toni prodotti.

12/04/11

Trust Me Magazine

Trust Me Magazine è una rivista, creata da due donne italiane, Gloria Giangrande e Susanna Luna Bellandi, che ha l'intento di raccogliere il lavoro di tanti artisti più o meno sconosciuti, di volta in volta su un argomento scelto da loro, ma non troppo restrittivo.
Ho comprato il primo numero stampato, online sono disponibili le versioni in pdf e il work in progress.
Graficamente è piacevole, purtroppo la Xerox citata non si fa un'ottima pubblicità: sul mio numero ci sono strane striature giallo pastis su tutta la metà bassa di alcune pagine. Non so se dipenda dalla carta utilizzata, oppure dalla noncuranza della tipografia. C'è da migliorare.
Apprezzo lo sforzo di alcuni artisti di non scadere nel banale, ma non mi piace, e non c'è solo su questa rivista, lo stile ragazzina tardo adolescenziale caruccia che fotografa sé e i propri amici, non in situazioni reali, ma in pose discutibili e malinconico-depressive, il più delle volte non mostrando il volto. Questo scatena il voyeurismo dello spettatore ma trovo che non esprima nulla.
Apprezzo molto che si integrino diverse forme di arte e alcuni disegnatori hanno colto nel segno più dei fotografi.

08/04/11

Alfred Hitchcock. Tutti i film. di Paul Duncan Ed. Taschen

Copertina
Per un appassionato di fotografia, guardare un film di Alfred Hitchcock significa avere una marea di idee a cui ispirarsi, colpi di genio che questo maestro del cinema ha regalato nella sua immensa filmografia.
Il libro a lui dedicato da Taschen non è come l'enciclopedia del cinema, anche per lo spazio disponibile, che fortunatamente l'autore riempe per la maggior parte di immagini presi dai fotogrammi dei film o da scatti rubati sul set, anche di momenti rilassati. Ci sono numerosi aneddoti e considerazioni brillanti che rendono la lettura semplice e divertente. Una di queste mi ha colpito: Robert Capa finse una commissione del Life per un reportage   durante le riprese di "Notorius, l'amante perduta" solo per stare vicino a Ingrid Bergman di cui si era perdutamente innamorato; questo fa vedere con occhi diversi un fotografo famoso per le crude scene di guerra e il grande coraggio che ha dimostrato ad essere in prima linea. Probabilmente ci vuole tanto coraggio anche in amore.

31/03/11

L'istante

La fotografia analogica è più imprevedibile di quella digitale, che puoi controllare meglio e immediatamente così da correggere l'errore. Sicuramente è un gran passo avanti per chi esercita in modo professionale, ma chi come me si approccia alla fotografia come hobby, impara molto di più con l'analogico.
E ora, dopo la concreta introduzione, vorrei sfatare il tutto parlando dell'istante. E' quell'attimo dopo aver scattato una bella foto che ti fa sentire soddisfatto del tuo impegno: pensare al tempo di posa, all'apertura, al fuoco, alla composizione, a quello che vuoi trasmettere con la foto. Si ha subito come una scarica di endorfine, sai in quell'istante che sarà una foto memorabile e non vedi l'ora di poterla vedere sotto il tuo naso, penzoloni e umido, e gongolare del tuo lavoro. Certo, questo capita anche per le foto brutte, sai di aver sbagliato, ma hai quella flebile speranza che il tempo di posa fosse così breve da evitare il tuo mosso, oppure che l'apertura fosse così piccola da correggere il tuo errore di messa a fuoco. Il più delle volte, il fotografo sa se ha fatto una bella foto o no, lo sa l'istante dopo lo scatto.

21/03/11

Pellicole BN #2

Di seguito troverete una breve classifica delle pellicole che uso più frequentemente, senza pretesa di completezza e basata semplicemente sulle mie opinioni.

100 iso
Neopan Acros 100
1° Neopan Acros 100: Anch'io subisco il fascino della pellicola giapponese, contrasto vivace e non eccessivo, definizione impareggiabile ed ottima resa con rivelatori standard.
FP4Plus: Qui entra in gioco il valore affettivo, ho cominciato con questa pellicola (insieme alla sorella HP5plus) ad inoltrarmi nella terra della camera oscura. Per quanto riguarda le caratteristiche non posso che confermare quello che si legge in giro, ovvero: non importa quanto la maltrattiate o quanto siate inetti (ed io lo ero molto) vi darà sempre un negativo onesto e stampabile.
Delta 100 Professional: Seconda solo alla Neopan come nitidezza è un ottima pellicola decisamente versatile.

17/03/11

Pellicole BN

La fotografia in bianco e nero rispetto alla fotografia a colori è ancora considerata dai profani più artistica. Non condivido questa opinione, ma ugualmente farò una panoramica dell'offerta analogica in BN. I miei ragionamenti sono da considerare come un'opinione personale e non una valutazione professionale o tecnica.

Pellicole Ilford
La classica e intramontabile HP5plus, un tempo solo HP5, ancora così chiamata da amici ed estimatori, è la pellicola jolly, sempre utile; con i suoi iso 400, va bene sia in condizioni di alta luminosità che per le situazioni più ombreggiate. Per me oltre che una pellicola adattabile ha anche valore affettivo: è stato il mio primo rullo in assoluto.
L'FP4plus, al contrario, non è da annoverare tra le mie preferite. Ha quel 25 iso di troppo che mi fa diffidare della sua utilità. Ovviamente posso essere smentita clamorosamente, ma per ora non ho ottenuto grandi soddisfazioni da questa pellicola.
La PanFplus è tra le poche pellicole ad avere iso così basso: 50, che implica minore grana e più dettagli, peccato che per i miei mezzi, ingrandimenti superiori a 30x40 cm non sono possibili, quindi non sfrutterei appieno le qualità di questa pellicola. Non ama essere maltrattata e dopo la scadenza va utilizzata il prima possibile altrimenti lascia strane punteggiature antropomorfe sui vostri fotogrammi.
Le Delta sono la serie a grani tabulari. In generale, qualunque sia la ditta produttrice, le pellicole a grani tabulari sono le più scintillanti, per nitidezza e gamma di grigi. Io, in particolare, prediligo la Delta400 , ma non escludo che Delta100 sia un'ottima pellicola. Per quanto riguarda la sorella maggiore (di iso) Delta 3200, solo il nome incute timore e stranamente non l'ho mai comprata, ma è presto in lista tra i prossimi acquisti.

Certosa di Calci (PI) - Neopan Acros 100
Pellicole Fujifilm
Le considero una spanna sopra le pellicole di altre ditte. Mi hanno sempre stupito per gli ottimi fotogrammi e sono ottimali anche per la scansione. La mia preferita è la Neopan Acros 100, di cui mi sono innamorata al primo sviluppo: è lucida e splendente e il supporto è così trasparente che non puoi che compiacerti del risultato. La Neopan400 (non so perché non Acros) è una buona pellicola, inferiore, secondo i miei gusti, alla Delta400 ma che fa meravigliare della resa. Ultimamente ho provato a spingerla a 800 iso, vi farò sapere il risultato.


Pellicole Kodak
Matteo non è d'accordo con me, ma la mia opinione delle pellicole Kodak è falsata dalle foto da lui scattate con Tri-X400 sviluppate in Rodinal: troppo contrasto e troppa grana mi hanno portato a escludere la attuale 400Tx tra le mie scelte, ma in futuro potrei decidere di riprovarci.
Il capitolo T-max è da censurare, solo esperienze negative e frustrazione, quindi le sconsiglio.

Pellicole Rollei
Il lato positivo delle Rollei è la continua ricerca ed innovazione dei supporti, tant'è che produce pellicole in PET (polietilene teleftalato o poliestere) come lo sono anche le 120 Fomapan. Non ne conosco ancora i vantaggi, ma per ora Rollei è abbastanza deludente. La versione vecchia, per intenderci la Retro senza la S, è terribilmente curva, poco maneggiabile, ma se si riesce a superare questo ostacolo, le stampe vengono bene.

Pellicole Fomapan
Cecoslovacche, molto economiche, ci sono anche a 200 iso. Se non vi fate turbare dal blu profondo quando buttate via lo sviluppo, quando le fissate e quando le lavate e quando le osservate, se riuscirete andare oltre questo problemino, le Fomapan fanno al caso vostro. Io non le amo, però non le ho mai stampate, quindi non posso giudicarle completamente, alla scansione non sono pessime, ma non sono sicura al 100% che questo "bluish polyestere" non infici la qualità dell'immagine.

Classifica:
100 iso: 1° Neopan Acros 100, 2°Delta100, 3°Rollei Retro100;
200 iso: 1°Rollei Retro 200, 2°Fomapan200;
400 iso: 1°Delta400, 2°Neopan400, 3°HP5plus;

13/03/11

Non ho resistito

Appena ho visto il Manuale Contax (seconda edizione 1981) tra gli scaffali del mercatino permanente di libri usati in corso Siccardi non ho resistito, l'ho comprato (ad un prezzo ridicolmente alto). Dal punto di vista strettamente nerdistico è stato un ottimo acquisto essendo io possessore di una RTS ed una RTSII (commercializzata però successivamente alla pubblicazione) ma valutando il manuale eliminando la componente affettivo/emozionale l'entusiasmo iniziale si ridimensiona. Dei diciannove capitoli che compongono il testo solo undici hanno come argomento esclusivo il sistema Contax, gli altri sono un copia-incolla da altri manuali dello stesso editore e trattano temi generici come i tipi di pellicola, la macro-fotografia, le fonti di luce ecc.
Tuttavia in quegli undici capitoli si possono trovare una serie di informazioni e suggerimenti non presenti nei libretti di istruzione delle reflex in oggetto. Utili sono in capitoli in cui vengono elencati e commentati gli obbiettivi del sistema prodotti fino alla data di pubblicazione, sono anche elencati e commentati tutti gli accessori. Il vero valore per gli appassionati è rappresentato da numerosi esplosi e dagli schemi di funzionamento delle parti meccaniche e elettroniche della RTS, ne andrebbe fatto un poster (non è detto che non lo faccia).

Dove stoccare le soluzioni stock?

Come tutti sappiamo, rivelatori in polvere come il D-76, ID-11 e XTOL (tanto per citare i più comunemente usati) in soluzione stock possono durare fino a sei mesi senza perdere le loro proprietà a patto che siano conservati adeguatamente, ovvero in recipienti a chiusura ermetica completamente pieni e a riparo dalla luce. Se i contenitori non sono completamente pieni il tempo di conservazione si riduce a uno o due mesi al massimo.
Boccione in vetro
Nel caso si usino le buste per fare un litro di soluzione stock il problema è facilmente risolvibile, basta conservare una bottiglia di uno sviluppo o di un fissaggio già usato, lavarla molto bene e riutilizzarla per conservare la soluzione; è preferibile però che non sia trasparente e sopratutto che sia si HDPE e non semplicemente di PE (potete trovare il tipo di polimero sul fondo della bottiglia, vicino alle indicazioni per il riciclaggio) perché quest'ultimo permette il passaggio di aria e quindi l'ossidazione del rivelatore. Le bottiglie della Ornano per esempio sono in PE come quelle della Ilford (quelle che si trovano oggi in commercio, prima erano in HDPE). Ma le confezione della Agfa sono tutte in HDPE, con altre marche ho poca esperienza. Discorso a parte va fatto per le bottiglie in vetro che sono le migliori, sopratutto se ambrate e con tappo ermetico, si possono anche recuperare a costo zero se conoscete qualcuno che lavori un un laboratorio chimico; infatti vengono buttate via una volta esaurito il contenuto. Per esempio ho recuperato due bottiglioni in vetro ambrato contenenti acetone grazie ad una mia amica.